Martedì 26 marzo Meditazione Quotidiana J.Main

   Quando iniziate a meditare, sperate che ciò vi sarà di grande aiuto nella vita. Presumo che molti di noi continuino a meditare perché, in modi che forse non si aspettavano, si rivela una cosa concreta, li aiuta. Quando iniziamo a meditare, dunque, dovremmo altresì avere ben chiara la sfida che la meditazione ci porrà man mano che proseguiamo. Ad un certo punto, penso che siamo tutti tentati di rinunciare. Siamo turbati dalla natura radicale di ciò che appare, del mistero stesso di Dio, e anche del percorso di meditazione.

       Nell’incontro con l’assoluto siamo tentati di tirarci indietro, ci piace aggrapparci alle illusioni familiari e, inoltre, lasciarci aperte più possibilità. Il miglior modo per comprendere questa intima contraddizione interiore è di riferirsi all’ego. L’ego è il padre della menzogna, un principe delle illusioni. È l’ego che assegna i vari ruoli a tutti i personaggi della nostra coscienza. E il potere direttivo del nostro ego rimane incrollabile finché rimaniamo legati a ciò che è effimero con il desiderio o il rimpianto, che sono forme di possesso, modi di essere posseduti.

Martedì 26 marzo 2019 – III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

” Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa». Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: «Restituisci quello che devi!». Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò». Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».” (Mt 18,23-30.35)

Come vivere questa Parola?

 

Il perdono di Dio è davvero il “dono donato”: il “per-dono”; è quel dono che ci aiuta a cambiare la vita se accolto con verità, con sincerità. La forza del Suo Amore in noi, non può lasciarci indifferenti, ha la forza di cambiare la nostra vita se gliela lasciamo cambiare. Se lasciamo entrare il Bene, nel cuore, nella mente, la nostra relazione con gli altri cambia, come cambia, il nostro sguardo su Dio. La nostra vita si converte alla logica della compassione, del perdono ricevuto e donato che solo in questo modo diventa vero ed efficace per noi e per gli altri.

 

“Signore aumenta la mia fede”

 

La voce di Papa Francesco

   «…chiedere perdono non è un semplice chiedere scusa» ma è essere consapevoli del peccato, dell’idolatria che io ho fatto, delle tante idolatrie; in secondo luogo, Dio sempre perdona, sempre, ma richiede anche che io perdoni, perché se io non perdono, in un certo senso è come se chiudessi «la porta al perdono di Dio». Una porta invece che dobbiamo mantenere aperta: lasciamo entrare il perdono di Dio affinché possiamo perdonare gli altri.» (meditazione mattutina nella cappella della domus sanctae marthae, martedì, 10 marzo 2015).

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com.

 Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

 

Un grazie speciale!

Alfred Hitchcock non ricevette mai l’Oscar come regista , ma quando gli diedero il premio alla carriera dell’American Film Institute , a settantanove anni , fece questo discorso : « Lasciatemi ricordare per nome solo quattro persone che mi hanno dato il massimo affetto , stima , incoraggiamento e costante collaborazione . La prima delle quattro è una montatrice , la seconda è una sceneggiatrice , la terza è la madre di mia figlia , Pat , e la quarta è una cuoca capace di miracoli mai compiuti in una cucina casalinga . E si chiamano tutte Alma Reville » . Il segreto di cinquantaquattro anni di matrimonio e più di sessanta film è tutto qui . «Il mio Oscar sei tu , miglior autrice non protagonista della nostra storia» .

«Dall’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Marco 10,6-9).

Ricordo quanto uno zio che non ho mai conosciuto scriveva in una lettera alla sua futura moglie , chiedendola in sposa : “ Non posso prometterti la felicità , perché è cosa effimera , oggi c’è domani no , quello che posso prometterti è la gioia di vivere , perché tu e io insieme affronteremo giorno per giorno le difficoltà , e le trasformeremo in vita ” (da Ogni storia è una storia d’amore , Alessandro  D’Avenia)

La “pillola del Papa

Ringraziare sempre (anche se non si è tenuti a farlo)
Non abituiamoci mai a ricevere perché abbiamo bisogno di una cosa o perché “abbiamo diritto ”. Tutto viene ricevuto come un dono, nessuno “ce lo deve”, anche se abbiamo pagato per averlo. Ringrazia sempre. Chi è grato è più felice.

Parola d’ordine …

Una volta, un uomo bussò alla porta del Cielo, e chiese di essere accolto in Paradiso!

«Puoi rimanere qui, solo se torni sulla terra, e porti la cosa più preziosa che trovi!».

Molto triste, l’uomo tornò sulla terra, e si diede da fare, finché riuscì ad entrare in possesso dei gioielli della corona del Re Ciro. E portò, i magnifici gioielli della corona, alla porta del Cielo… Ma, gli Angeli guardiani, scossero la testa: «Questo, non significa niente, qui! Le nostre strade, sono lastricate di pietre preziose… Tutti i nostri muri, sono fatti d’oro! Non ha alcun valore… Questo, non è altro che cosa comune, qui!».

L’uomo se ne tornò triste, sulla terra, e ricominciò a cercare! Visitando un Museo, scoprì, abbandonata in un angolo, la spada di Alessandro Magno. La portò in Paradiso…

Ma, gli Angeli, inesorabili: «Tutto il potere della Terra, qui, non significa niente!».

«Scendi di nuovo sulla Terra, e portaci qualcosa di veramente prezioso!».

L’uomo tornò sulla terra… Cercò, e cercò, finché, nella vecchia Biblioteca di un Monastero,

ormai ridotto ad un rudere, trovò i “Detti”, inediti, della “Sapienza” di Salomone. Portò il suo tesoro, in Cielo…

«La saggezza del mondo, non ha più senso, qui!», gli dissero.

Così, tristemente, tornò di nuovo sulla Terra. Studiò, e studiò: camminò, e camminò…

Provò di tutto! Un giorno, si sedette stremato, sulla panchina di un piccolo giardino pubblico. Era molto stanco!

Nella buca della sabbia, i bambini giocavano… La voce di un bambino, lo scosse! Aveva le lacrime agli occhi, e le mani impiastricciate di sabbia.

«Signore, non riesco a fare il “tunnel”: mi aiuti?».

L’uomo asciugò le lacrime del bambino, e si inginocchiò nella sabbia. Scavò, finché non riuscì a costruire una galleria, abbastanza resistente!

Il bambino, riprese a far correre le sue palline colorate.

Proprio in quel momento, l’uomo fu richiamato in Cielo… Mostrò le sue mani, agli Angeli guardiani! Erano vuote, tranne qualche traccia delle lacrime del bambino, ed alcuni granelli di sabbia… Era rassegnato, ad un nuovo rifiuto.

invece, gli Angeli sorrisero, e spalancarono la porta, mentre il Coro dei “Beati” intonava il grande: “Alleluia!”, di benvenuto!

«La “Password”, per il “Regno dei Cieli”, ha cinque lettere, e comincia per “A”…».

La “pillola del Papa

Fermarti ad aiutare. Essere attento a chi ha bisogno di te
Cos’altro possiamo dire? Non importa se è un problema di matematica, una semplice domanda o qualcuno che ha fame, l’aiuto non è mai troppo! Tutti abbiamo bisogno degli altri. Anche se in genere aiuti, ricorda che anche tu hai bisogno di aiuto.

 

Lodate tutti il mio Signore

Lodate tutti il mio Signore

Per l’unità dell’intero creato:

in ogni essere risplende il suo Verbo,

e lo rivelano tutte le forme.

Lodate il mio Signore, lodatelo,

perché le cose sue tutte son buone,

perché ci ha dato gli occhi del cuore

a contemplare amore e bellezza.

Pur così grande, mi parla e mi ama:

perché mi ama si è fatto uomo:

perché esiste e dà gioia lodatelo,

e della gioia che dona egli gode.

Lodate tutti il mio Signore

pur nella pena e tristezza e dolore:

per ogni goccia di gioia nascosta

nel cuore vivo di tutte le cose. Amen.

Amare è donarsi a colui che si ama: ecco la Creazione.

Amare è parlare a colui che si ama: ecco la Rivelazione.

Amare è rendersi simile a colui che si ama: ecco l’Incarnazione.

Amare è soffrire con colui che si ama: ecco la Redenzione.

Amare è restare accanto a colui che si ama: ecco l’Eucaristia.

Amare è farsi uno con colui che si ama: ecco la Comunione.

Amare è gioire con colui che si ama: ecco il Paradiso.

Lunedì 25 marzo 2019 – Annunciazione del Signore

DALLA PAROLA DEL GIORNO

 “Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». […] Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26-27.38)

 

Come vivere questa Parola?

“Il Signore è con te”. Dio, il Presente, si fa incontro a Maria, la saluta, le svela la sua profonda identità: “Piena di Dio – l’Amata” e attende una risposta, attende che Maria scelga di volgere il suo cuore o verso le vedute di Dio , o verso le sue vedute.  Aspetta che scelga sé come criterio di discernimento o si fidi delle parole di Dio. E Maria sceglie: “avvenga secondo la tua Parola”! Ogni istante è un momento di scelta, di risposta, ogni istante è un momento di chiamata che ci interpella a scegliere Dio o noi stessi. Scegliendo Dio , Maria aderisce alla verità più profonda del suo essere: si sente nient’altro che “serva” e come tale si presenta, libera e senza pretese davanti al suo Signore.

 “Ecco la serva del Signore: avvenga a me secondo la tua parola!”

 

La voce di Papa Francesco

 

“Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi”

Angelus 8 dicembre 2016

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com.

 Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

 

Io valgo

Ho visto una ragazza che portava una maglietta con una vistosa scritta sul davanti: «lo valgo». La lasciai sfilare davanti a me, pensando che era una ragazza molto bella, ma forse un po’ esagerata nell’autovalutazione.

Dovetti ricredermi. Sulla schiena, la maglietta aveva un’altra scritta ben visibile: «Perché Dio non fa robaccia»

Tu vali molto…

La “pillola del Papa: 15 semplici atti di carità come manifestazioni concrete d’amore

Ascoltare la storia dell’altro, senza pregiudizi, con amore.
Cosa può renderci più umani del saper ascoltare? Ogni storia che ti viene raccontata ti unisce di più all’altro: i figli, il partner, il capo, il professore, le loro preoccupazioni e le loro gioie… sai che