La gioia cristiana: una gioia da vivere e da testimoniare

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La gioia è contagiosa, come lo è purtroppo la tristezza. Se uno torna in famiglia con il volto cupo e il muso duro crea subito un clima pesante e un atteggiamento di chiusura in tutti gli altri componenti. Se invece uno arriva con la gioia sul volto, con lo sguardo lieto e con il canto nel cuore, trasmette subito un messaggio di letizia e tutta la famiglia ne rimane coinvolta. Così avviene nella società e nella Chiesa. La santità di un membro fa crescere il livello di santità di tutta la Chiesa. E questo avviene anche per la gioia e per la speranza. La Chiesa è un solo corpo, il corpo mistico di Cristo, nel quale noi siamo come vasi comunicanti: questa è la magnifica verità della ‘comunione dei santi’!
Nella società di oggi c’è bisogno più che mai di gioia e di speranza. Si sente il bisogno di respirare la ‘speranza viva’ che scaturisce dall’esperienza del Cristo risorto e dalla grazia battesimale vissuta e alimentata continuamente dallo Spirito Santo. C’è bisogno di questa speranza viva e gioiosa per contagiare l’ambiente della famiglia e della società che ci circonda. La gioia è la verifica dell’autenticità della nostra fede e della nostra speranza, fede e speranza che sfociano sempre nell’amore vero e nella carità più genuina. Allora sapremo mostrare e trasmettere la gioia di essere cristiani e lo stupore per l’amore che Dio ha per noi. Verso la fine della lettera san Pietro esorta caldamente a testimoniare la speranza cristiana con gioia e perseveranza perfino nelle prove e nelle persecuzioni: “Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3,14-15); e ancora: “Beati voi se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi… Se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio” (1Pt 4,14).

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.