Terre dei fuochi. Don Manganiello: serve screening epidemiologico

Terre dei fuochi: presto uno screening sanitario sulla popolazione

“Ho proposto al tavolo di oggi di attivare un sito Internet in cui pubblicare tutto quello che noi abbiamo dal punto di vista scientifico, in modo che i cittadini possano avere un riscontro”. Lo ha detto questa mattina il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine della riunione del Comitato interministeriale sulla Terra dei Fuochi, che si è tenuta al Ministero delle Politiche agricole e forestali. Un incontro che dovrebbe diventare un appuntamento mensile fisso. E a proposito dello screening sanitario sulla popolazione nelle zone interessate, il ministro ha ribadito che “sta andando avanti da parte della Regione Campania” e che sulla sanità “le risorse ci sono”.
Marina Tomarro ha chiesto un commento a don Aniello Manganiello, per 16 anni parroco a Scampia:
R. – Noi abbiamo un problema molto più grosso, perché c’è proprio un “intombamento”, già dai primi anni Ottanta, di rifiuti pericolosi, materiali tossici, sotto poli industriali, sotto il Cis di Nola, nelle discariche aperte nell’agro nolano. Mi sembra che l’attenzione venga data più alla Terra dei Fuochi, quando penso che debba essere data anche all’agro nolano, che è rimasto un po’ periferico. Io mi rifaccio alla legge che secondo me è stata veramente una burla. Certo è stata un inizio, perché lì si parla di screeningdella popolazione, si parla di finanziamento, si parla di soldati per controllare il territorio, ma una minima parte – una cinquantina di militari – sono stati distribuiti in questo territorio. Cosa possono fare cinquanta soldati? In genere, questi roghi vengono appiccati durante la notte. Il Comitato chiede una maggiore attenzione, ma anche un maggior impegno, che da parte delle istituzioni sinceramente non c’è stato.

D. – Qualche giorno fa, a Napoli si è svolta una riunione tra la Prefettura e le Forze dell’ordine, dove invece si è ribadito il fatto che in un anno ci sia stato un salto di qualità dal punto di vista della responsabilità. Secondo lei, c’è questa maggiore consapevolezza negli abitanti delle Terre dei Fuochi?

R. – Ho appreso pure io, cogliendo anche le informazioni di coloro che sono responsabili a livello istituzionale, che il numero dei roghi, dei fuochi, è diminuito. E di questo posso dare atto, perché muovendomi dall’agro nolano, a Scampia, per le mie attività, l’ho constatato. L’aria è diventata più respirabile. Quindi, sìs ci sono i soliti impegni che vengono sottolineati da parte delle istituzioni, ma al momento, a mio avviso, non c’è un impegno serio, anche con il finanziamento, per iniziare a bonificare certe zone. Mi rendo conto che non sia cosa da poco fare una mappatura di dieci milioni di tonnellate di terreno. Quello che mi pare un impegno serio, però, di cui si dovrebbe far carico il governo è l’esame epidemiologico della popolazione – almeno questo – e le analisi dei pozzi dell’agro nolano, della Terra dei Fuochi, per verificare se queste acque sono avvelenate o meno.

D. – Qualche giorno, fa c’è stata la visita pastorale di Papa Francesco a Caserta, che ha donato parole di coraggio agli abitanti delle Terre dei Fuochi. Questa visita pastorale, le parole di incoraggiamento, porteranno a dei cambiamenti?

R. – Sicuramente, la visita di Papa Francesco a Caserta ha lasciato e lascerà un grande segno. Ritengo infatti sia importante anche un percorso educativo, di responsabilizzazione delle nostre comunità, quindi della popolazione.

da | radio Vaticana 

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.