Lunedì 10 Meditazione Quotidiana J. Main osb

I due pericoli che si devono evitare sono, prima di tutto, la distrazione, ovvero non lasciare che la mente si perda in quisquilie. In secondo luogo, non dovete stare nel nulla. Pregare non significa fluttuare nello spazio, ma entrare in modo pieno e interamente consapevole nella preghiera di Gesù; significa, di fatto, condividerne la mente, come afferma San Paolo: “Possediamo la mente di Cristo” (1Cor. 2,16). Uno dei temi più ricorrenti nelle Scritture buddiste è il monito rivolto all’umanità a non sprecare la vita, a non lasciare che l’esistenza scivoli tra le dita finché all’improvviso non ci si accorge che è tutto finito. La vita va vissuta; serve per giungere a una piena consapevolezza, a una piena illuminazione. Secondo san Paolo, noi permettiamo che la luce di Cristo splenda nel nostro cuore in tutto il suo fulgore.

La meditazione è la nostra accettazione del dono, il dono della vita, il dono di Gesù e l’offerta del suo Spirito. Poiché il dono è infinito, richiede piena attenzione e concentrazione assoluta. Non passiamo mezz’ora al mattino e mezz’ora alla sera a fare “un po’ di pratica religiosa” o a dedicarci alla spiritualità come se rientrasse in un programma salutistico. In queste mezz’ore cerchiamo di vivere il momento eterno. Cerchiamo di mettere da parte tutto ciò che è transeunte e di vivere nell’eternità di Dio.

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Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.

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