Venerdì 11 gennaio Meditazione Quotidiana J.Main

Per Giovanni Cassiano, lo scopo della meditazione è ridurre la mente alla povertà del singolo versetto. Più avanti, egli ne mostra il pieno significato con una espressione illuminante, in cui parla di diventare “nobile povero” (Collations 10,11). Certo la meditazione vi offrirà nuove prospettive sulla povertà. Perseverando nel mantra, inizierete a capire con sempre maggiore profondità, attraverso la vostra esperienza, ciò che Gesù intendeva quando disse: “Beati i poveri in spirito” (Mt. 5,3). Perseverando fedelmente nella ripetizione del mantra, imparerete anche in modo molto concreto il significato della fedeltà.

Nella meditazione, quindi, dichiariamo la nostra povertà. Rinunciamo alle parole, ai pensieri, alle fantasie e lo facciamo riducendo la mente alla povertà di un’unica parola, di modo che il processo meditativo divenga la semplicità stessa. Per sperimentare i benefici, è necessario meditare due volte al giorno, senza derogare. Venti minuti sono il tempo minimo per una meditazione, venticinque o trenta minuti è più o meno la durata media. È inoltre proficuo meditare regolarmente ogni giorno nello stesso luogo e anche alla stessa ora perché ciò contribuisce a sviluppare nella vostra vita un ritmo creativo, scandito dalla meditazione come da una sorte di battito/pulsazione.

Una volta detto e fatto tutto ciò, tuttavia, non dimentichiamo che nella meditazione è fondamentale ripetere fedelmente il mantra per tutto il tempo previsto, tempo che l’autore della Nube della non-conoscenza chiamava “il tempo del lavoro”..

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.