Domenica 10 febbraio Meditazione Quotidiana J.Main

    Per noi uomini del ventesimo secolo, penso che tutto ciò sia tanto difficile perché viviamo in una società estremamente materialistica. È una società che valuta tutto in termini di possesso e, anche se ci troviamo ad avere una mentalità più spirituale, possiamo facilmente diventare materialisti dello spirito. Invece di accumulare denaro, proviamo ad accumulare grazie o meriti. La via della preghiera, tuttavia, conduce alla spogliazione e alla resa e ciò risulta arduo per noi, visto che ci è stata inculcata l’idea del successo, che ci è stato insegnato che è importante vincere, non perdere. Gesù però ci ha detto che se vogliamo trovare la nostra vita, dobbiamo perderla. Ripetere il mantra è proprio la nostra risposta a quell’ingiunzione di Gesù a essere totalmente a sua disposizione, a concedergli tutta la nostra attenzione, a donargli tutto il nostro cuore, a porci in uno stato di totale consapevolezza, che è un altro modo per indicare l’unione con Lui.

      San Paolo è uno di quei saggi maestri della tradizione contemplativa. Scrivendo ai Galati, egli sostiene che, in quanto cristiani, siamo chiamati a sperimentare in pienezza “la gloriosa libertà dei figli di Dio” e chiede in che modo raggiungiamo tale libertà, in che modo vi accediamo e la realizziamo; quindi risponde: “L’unica cosa che conta è la fede che opera nell’amore” (Gal. 5,6). La via che conduce a quella fede che opera nell’amore è “l’unione con Cristo Gesù”. Questa è la meditazione cristiana: Gesù dimora nei nostri cuori in perfetta semplicità. La meditazione cristiana consiste semplicemente nel consentire alla Sua presenza di divenire la suprema realtà nella nostra coscienza. Per farlo, dobbiamo imparare a essere silenziosi, immobili e attenti a questa presenza nei nostri cuori. Tale stato di attenzione si consegue ripetendo il mantra incessantemente, dall’inizio alla fine della nostra meditazione. 

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.