Lunedì 15 aprile Meditazione Quotidiana J.Main

        Meditando impariamo a diventare sempre più sensibili alla presenza di Dio, che adesso non percepiamo come qualcosa di esterno, ma di interiore, che ci afferra dalle radici. Continuiamo a vivere alla Sua presenza con assoluta fiducia, sempre più certi che Egli è la roccia, il fondamento su cui siamo saldamente edificati. Dio è il terreno dell’essere nel quale siamo radicati per l’eternità.

        Più a lungo meditiamo, più comprendiamo quanto la fede sia incrollabile: non la possiamo accantonare semplicemente perché è proprio il terreno da cui abbiamo imparato a vivere. Tutto questo nasce dalla semplice pratica della ripetizione del mantra, ogni mattina e ogni sera, in semplicità, umiltà, amore e stupore sempre crescenti.

      Tutto può facilmente sembrare arrogante: può apparire estremamente presuntuoso affermare che, perseverando nella meditazione, arriviamo a conoscere Cristo, eppure penso che sia proprio così. Davvero arriviamo a capire che cosa significa stare alla sua presenza, e davvero impariamo a vivere di quanto questa presenza offre e dunque a comunicare a chiunque incontriamo la sua bontà e la sua santità. Arriviamo altresì a concepire quella presenza come amore presente, compassione tangibile, vera comprensione e immediato perdono. Ciò che desta meraviglia in tutto questo è che, se viviamo radicati in questa realtà, come verità davvero incrollabile, una volta che il processo è iniziato non possiamo essere sradicati. Anzi, ci dedichiamo sempre di più a Cristo. 

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.