Domenica 5 maggio Meditazione Quotidiana J.Main

Il linguaggio non è in grado di spiegare la pienezza del mistero. Ecco perché l’assoluto silenzio della meditazione è di estrema importanza. Non cerchiamo di pensare a Dio, di parlargli o di immaginarlo. Rimaniamo in quel grandioso silenzio, aperti all’eterno silenzio di Dio. Nella meditazione, grazie alla pratica e istruiti dall’esperienza quotidiana scopriamo che questo è il nostro ambiente naturale: siamo stati creati per questo e il nostro essere prospera e si espande in quel silenzio eterno.

In ogni modo, ricorrere al termine “silenzio” già è fuorviante e forse scoraggia molte persone, perchè evoca un’esperienza negativa, la mancanza di suono o di linguaggio. Le persone temono che il silenzio della meditazione sia regressivo. L’esperienza e la tradizione, tuttavia, ci insegnano che il silenzio della preghiera è uno stato post-linguistico, non pre-linguistico, dove il linguaggio ha terminato il suo compito di portarci oltre sé stesso e oltre la dimensione della coscienza mentale.

Il silenzio eterno non manca di nulla, né ci priva di nulla. È il silenzio dell’amore, dell’accettazione senza riserve e senza condizioni. Lì riposiamo con nostro Padre, che ci invita a rimanere con Lui, che ama che stiamo con Lui e che ci ha creato per stare con Lui.

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.