Lunedì 6 maggio Meditazione Quotidiana J.Main

Uno degli aspetti della meditazione con il quale dobbiamo venire a patti è imparare ad accostarla senza cercare di ottenere qualcosa, di possedere qualcosa. Il nostro approccio deve cercare di basarsi maggiormente su una dedizione totale, che trascenda noi stessi. Spinoza scriveva: “La beatitudine non è la ricompensa della virtù. È la virtù stessa. Non troviamo gioia nella virtù perché riusciamo a controllare le nostre passioni, ma al contrario: poiché troviamo gioia nella virtù, siamo in grado di controllare le nostre passioni”. I cristiani hanno spesso affrontato la vita spirituale in termini di ricompensa o possesso. Il nemico di ogni merito spirituale è il desiderio che va alla ricerca della ricompensa, che cerca di possedere. La saggezza che libera il tesoro spirituale è lo spirito di povertà, di spogliazione. Infatti, nella meditazione impariamo ad essere spossessati.

Il cammino spirituale porta lontano dall’io, verso l’altro; come avete compreso dalla vostra attuale esperienza meditativa, dobbiamo percorrerlo con fede e con coraggio. Imparare a ripetere il mantra, in modo da spogliarci di ogni pensiero, di ogni auto-referenzialità, richiede devozione. Esso ci conduce alla libertà assoluta perché abbiamo abbandonato tutti i valori di seconda scelta: successo, ricchezza, possesso, potere, qualunque esso sia.

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.