“Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare” (Rm 12, 2)

Anche se la meditazione non fosse altro che un breve tuffo quotidiano nel regno dentro di noi, meriterebbe la nostra totale attenzione. Ma è ben più di una fuga momentanea dalla prigione dei nostri schemi di paura e di desiderio. Per quanto questi schemi siano complessi, facendoci temere la morte e [desiderare] il vero amore – cose necessarie per la nostra crescita e sopravvivenza  – la meditazione li semplifica tutti. Giorno dopo giorno, meditazione dopo meditazione, questo processo di semplificazione prosegue. Piano piano siamo meno impauriti finché, nella gioia del sentirci liberati dalle immagini e dalle memorie del desiderio, proviamo la totale libertà dalla paura. E a quel punto – e anche prima di quel punto  – diveniamo utili agli altri, capaci di amare senza timore o desiderio… liberi di servire il Sé che è il Cristo interiore.

 Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Letter Three”, WEB OF SILENCE (London, Darton Longman & Todd, 1996), pp. 28-29, 31.

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.