Giovedì 9 maggio Meditazione Quotidiana J.Main

La nostra tradizione ci insegna che, quando ci accostiamo a questa rivelazione di Dio, non dobbiamo pensare, analizzare o ragionare, ma imparare ad essere come bambini, imparare l’umiltà. Ciò avviene ripetendo la nostra parola, con semplicità e costanza. Per meditare, dunque, è necessario sedersi immobili e con la schiena dritta. All’inizio vorrete grattarvi il naso o l’orecchio, ma dovete resistere: limitatevi a sedere immobili. Poi dovete imparare a ripetere la parola.

Man mano che andate avanti, scoprirete che se da una parte potete ripetere il mantra, dall’altra tanti pensieri continuano a turbinare. Ignorateli tutti e ripetete il mantra. Ecco in che cosa consiste l’arte della meditazione: ripetere la parola nell’occhio quieto del ciclone.

Il mantra, che somiglia all’armonico risuonare di Dio nel cuore, vi porta a sperimentare un’unione immobile, a fare un’esperienza di unità – in voi stessi, come corpo e spirito, e con la creazione. Quando vi sedete a meditare, occupate il vostro posto nell’universo e la meditazione vi fa capire, per esperienza personale, che Dio ne costituisce il centro. Ecco a che cosa vi porterà, con grande dolcezza, la pratica quotidiana – la quotidianità è essenziale.

Non potete imparare a meditare leggendo libri o ascoltando discorsi sulla meditazione, ma solo meditando, ogni giorno, ogni mattina e ogni sera, senza farvi scoraggiare. All’inizio vedrete che salterete una mattina o una sera (oppure un giorno, una settimana o un mese). Ma se avete capito, seppur in modo vago, che cosa implica la pratica meditativa, vi ritornerete per imparare quanto sia fondamentale entrare in quella profondità dello spirito ogni singolo giorno della vostra vita. La meditazione riguarda la libertà, la libertà e l’espansione dello spirito. Per noi, oggi si tratta di una via sorprendente, poiché è una via di disciplina.

Pubblicato da

Giuseppe Bortoloso

laico-eremita urbano-wccmitalia, felicemente sposato con Clara, gioia della mia vita. Padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ho collaborato con l’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella redazione delle “Nuove Costituzioni OCDS”, partecipando a due Congressi Internazionali e al Capitolo di Avila nel 2003.