Una piccola via. Il pellegrinaggio di Santa Teresina di Lisieux

il blog di Costanza Miriano

Introduzione

«In eisIpse nos alloquitur». Nei santi – scrive la Lumen gentium – è Dio stesso che ci parla.

Cari fratelli e sorelle,

è con la fede della Chiesa che ci accingiamo all’incontro di questa sera, incontro vivo con una donna viva, ora, in Cristo. Teresa ne era certa, tanto che, prima di lasciare questo mondo, aveva rassicurato le sue consorelle: «Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra, farò scendere una pioggia di rose». E, poco prima di morire, alla sorella che le chiedeva se le avrebbe guardate dall’alto, lei, sorprendentemente, rispose: «No, discenderò». Chiediamo, dunque, a questa giovanissima carmelitana vissuta più di un secolo fa, di scendere in mezzo a noi e parlarci di Dio, ancora oggi.

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Vade retro Miriano

il blog di Costanza Miriano

di Monica Marini

Chi è “del ramo”, come dice mia cugina, sa che entrare in una Libreria San Paolo e uscire con due borsate di libri, libretti, film, regali, oggetti è un tutt’uno. Devo fare un regalo di Battesimo e con urgenza ma questa volta non entro con la gioia di sempre.

Ad agosto mi è giunta notizia che alle Paoline l’ordine di scuderia sia non esporre più i libri di Costanza, non ci credo, non può essere vero. Un mio amico da Roma mi conferma.

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Succede oggi che un mese fa, qui a Genova, è crollato il nostro ponte

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di Sara Nevoso

Il ponte Morandi collegava una parte della città all’altra. Era necessario, per alcuni era anche bello perché sullo stile di quello di Brooklyn, per tutti noi Genovesi significava un po’ casa.

Ognuno di noi in partenza per la vacanze se lo è lasciato alle spalle con entusiasmo, tutti al ritorno delle vacanze, alla vista di quel ponte, abbiamo pensato: “siamo arrivati” e con fiducia, con leggerezza, lo abbiamo attraversato.

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Il “vangelo della famiglia” (da papa Francesco)

dal discorso di papa Francesco alla plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia, 25 ottobre 2013

Si potrebbe dire, senza esagerare, che la famiglia è il motore del mondo e della storia. […] La “buona notizia” della famiglia è una parte molto importante dell’evangelizzazione, che i cristiani possono comunicare a tutti, con la testimonianza della vita; e già lo fanno, questo è evidente nelle società secolarizzate: le famiglie veramente cristiane si riconoscono dalla fedeltà, dalla pazienza, dall’apertura alla vita, dal rispetto degli anziani… Il segreto di tutto questo è la presenza di Gesù nella famiglia. Proponiamo dunque a tutti, con rispetto e coraggio, la bellezza del matrimonio e della famiglia illuminati dal Vangelo! E per questo ci avviciniamo con attenzione e affetto alle famiglie in difficoltà, a quelle che sono costrette a lasciare la loro terra, che sono spezzate, che non hanno casa o lavoro, o per tanti motivi sono sofferenti; ai coniugi in crisi e a quelli ormai separati. A tutti vogliamo stare vicino con l’annuncio di questo Vangelo della famiglia, di questa bellezza della famiglia.

Fonte: http://www.gliscritti.it/antologia/entry/1269

La Chiesa non dovrebbe solo far uscire i diavoli, ma anche tenerli fuori

Una religione non solo dovrebbe essere istintivamente assorbente di tutto ciò che è in sintonia con il suo ideale, ma dovrebbe anche essere istintivamente resistente a tutto ciò che è contro tale ideale. Gli uomini guardano a una fede che li purifichi da tutti i veleni naturali e che sviluppi tutte le funzioni e i piaceri originari. Una chiesa dovrebbe avere drenaggio e ventilazione. Dovrebbe far uscire i cattivi odori e lasciare entrare i buoni odori; non dovrebbe solo far uscire i diavoli, ma anche tenerli fuori.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 19 marzo 1910

Democrazia

La democrazia non è mai abbastanza democratica se non quando è abbastanza diretta; e non è mai abbastanza diretta se non quando è abbastanza piccola. Così, non appena una folla è cresciuta abbastanza da avere dei delegati, è cresciuta abbastanza per avere dei despoti; infatti i despoti sono spesso i più rappresentativi dei due.

Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme

VANGELO DEL GIORNO E COMMENTO DEL SANTO PADRE

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 4,16-30

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Paolo dice: ‘Ma, io non sono andato da voi per convincervi con argomenti, con parole, anche con belle figure … No. Io sono andato in altro modo, con un altro stile. Sono andato sulla manifestazione dello Spirito e della Sua potenza. Perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio’. Così, la Parola di Dio è una cosa diversa, una cosa che non è uguale a una parola umana, a una parola sapiente, a una parola scientifica, a una parola filosofica … no: è un’altra cosa. Viene in un altro modo. Perché Gesù è proprio nella Sua Parola, nel Suo Vangelo. Ogni volta che io leggo il Vangelo, trovo Gesù. Ma come ricevo questa Parola? Eh, si deve ricevere come si riceve Gesù, cioè con il cuore aperto, con il cuore umile, con lo spirito delle Beatitudini. Perché Gesù è venuto così, in umiltà. E’ venuto in povertà. E’ venuto con l’unzione dello Spirito Santo. Ci farà bene oggi, durante la giornata, domandarci: ‘Ma, come ricevo, io, la Parola di Dio? Come una cosa interessante? O la ricevo così, semplicemente perché è Gesù vivo, la Sua Parola? Sono capace di comprare un piccolo Vangelo e portarlo in tasca, portarlo in borsa e quando posso, durante la giornata, leggere un passo, per trovare Gesù lì? (Santa Marta, 1 settembre 2014)